| LXXIII ( @ 2009-03-10 19:30:00 |
LXXIII e le fantasie sullo spray al pepe.
In coda al supermercato.
"Accidenti, ma non scade mai quell'acqua? Ha bambini che bevono tanto? Cosa ci fa?"
Sorrido e non rispondo. Comincio a fantasticare sullo spruzzare quel signore con lo spray al pepe, che peraltro non possiedo né mi porto appresso, affermando con voce calma e rilassata ma risoluta "Costui mi importuna."
Poi proietto la fantasia in modo retroattivo. Alla signora che con il carrello mi impediva l'accesso al latte. Alla ragazza con i due bambini allo stato brado che si buttavano tra le ruote dei carrelli. Al tizio che evidentemente credeva che il suo diritto di scegliere le buste di insalata fosse così assoluto e inviolabile che fino a che lui non avesse finito di tastarle tutte nessuno dovesse accedervi. Alla signora che ha capito di volere proprio QUEL trancio di tonno solo dopo che l'avevo preso io, e mi ha guardato con aria sconsolata chiedendomi con gli occhi un gesto di cavalleria che per questa volta NO, non ho intenzione di compiere. A tutti quelli che bloccano i corridoi con il loro carrelli di traverso, e ciononostante ti guardano come se fossi tu che cerchi di passare a dare fastidio.
Ma pian piano, mentre aspettavo che la cassiera rifacesse lo scontrino per la carta di credito che aveva strappato per ragioni quasi del tutto oscure, la fantasia si è espansa nello spazio e nel tempo, fuori da quel supermercato e da quella serata. Automobilisti, pedoni e altri ciclisti per strada, tutti incivili importunatori. Ma ancora una ulteriore espansione mi porta fuori città e persino più indietro, e posso solo identificare pochi volti nel mare di persone sulle quali userei lo spray al pepe. Un vicino di casa isterico. Un cliente molto cafone di due lavori fa. Una ex collega di tre lavori fa, ma solo certi giorni in cui dopo aver commesso un errore anche grave rideva. Un professore universitario. Diversi professori del liceo. La Cina dei fatti di piazza Tien an Men. I signori della guerra di Mogadiscio. Un buon numero di politici italiani. E tanti altri che neppure posso contarli... e allora, meglio lasciar perdere lo spray al pepe. E solo allora mi accorgo di aver dimenticato di prendere il deodorante. Spray per spray...
P.S.: L'acqua era in offerta speciale.
In coda al supermercato.
"Accidenti, ma non scade mai quell'acqua? Ha bambini che bevono tanto? Cosa ci fa?"
Sorrido e non rispondo. Comincio a fantasticare sullo spruzzare quel signore con lo spray al pepe, che peraltro non possiedo né mi porto appresso, affermando con voce calma e rilassata ma risoluta "Costui mi importuna."
Poi proietto la fantasia in modo retroattivo. Alla signora che con il carrello mi impediva l'accesso al latte. Alla ragazza con i due bambini allo stato brado che si buttavano tra le ruote dei carrelli. Al tizio che evidentemente credeva che il suo diritto di scegliere le buste di insalata fosse così assoluto e inviolabile che fino a che lui non avesse finito di tastarle tutte nessuno dovesse accedervi. Alla signora che ha capito di volere proprio QUEL trancio di tonno solo dopo che l'avevo preso io, e mi ha guardato con aria sconsolata chiedendomi con gli occhi un gesto di cavalleria che per questa volta NO, non ho intenzione di compiere. A tutti quelli che bloccano i corridoi con il loro carrelli di traverso, e ciononostante ti guardano come se fossi tu che cerchi di passare a dare fastidio.
Ma pian piano, mentre aspettavo che la cassiera rifacesse lo scontrino per la carta di credito che aveva strappato per ragioni quasi del tutto oscure, la fantasia si è espansa nello spazio e nel tempo, fuori da quel supermercato e da quella serata. Automobilisti, pedoni e altri ciclisti per strada, tutti incivili importunatori. Ma ancora una ulteriore espansione mi porta fuori città e persino più indietro, e posso solo identificare pochi volti nel mare di persone sulle quali userei lo spray al pepe. Un vicino di casa isterico. Un cliente molto cafone di due lavori fa. Una ex collega di tre lavori fa, ma solo certi giorni in cui dopo aver commesso un errore anche grave rideva. Un professore universitario. Diversi professori del liceo. La Cina dei fatti di piazza Tien an Men. I signori della guerra di Mogadiscio. Un buon numero di politici italiani. E tanti altri che neppure posso contarli... e allora, meglio lasciar perdere lo spray al pepe. E solo allora mi accorgo di aver dimenticato di prendere il deodorante. Spray per spray...
P.S.: L'acqua era in offerta speciale.