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LXXIII

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come internet ha cambiato le nostre vite Feb. 24th, 2012 @ 01:50 am

oggi , una giornata qualunque , ho trascorso otto ore al lavoro a , 5 ore al lavoro b, entrambe al computer ovviamente, e' tutta la serata al computer a leggiucchiare cose tra facebook lega nerd e siti vari e rispondere a qualche mail personale. dopo aver spento il computer ho pensato "adesso sì che farsi le seghe fa diventare ciechi".

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Reincarnazione Feb. 6th, 2012 @ 09:55 pm
Sì ok sto guardando Voyager, e personalmente non credo ad una vita dopo la morte. Credo che siamo esseri biologici che muoiono e basta, come le muffe, i batteri e tutto il resto.
Ma se la reincarnazione fosse vera, solo che...
Se tutti avessimo la stessa anima?
Che cos'è il tempo davanti alla metafisica? Solo una dimensione della materia, quindi del tutto penetrabile all'anima, che trascende la materia. E quindi la mia anima potrebbe essere vissuta ( o trasferirsi in futuro) nei miei contemporanei, o nei posteri. Potrebbe aver già vissuto in un uomo del xxx secolo e dover vivere - dopo di me- in un uomo (o una donna) di Uruk, e poi ancora nel mio stesso tempo in te che leggi... o forse dopo di te sarai me, e io sono già stato te, e chissà, chi può dire con quanti passaggi nel mezzo. Ma allora, per il rasoio di Occam, perché dovremmo pensare che esista più di un'anima? E quindi se l'Unica Anima si reincarnasse a turno in ciascuno di noi, vivendo in ogni secolo milioni di secoli quante sono le persone... Se si macchiasse di ogni delitto e si fregiasse d'ogni virtù, d'ogni scoperta scientifica, d'ogni gioia e d'ogni creazione...
Allora io, te e ogni altra persona saremmo in realtà la stessa persona, separata e resa diversa dalle esperienze della nostra unica grande vita. E tanto più siamo simili, tanto più le nostre vite sono vicine nel ciclo della sola anima. Tanto più siamo diversi, tanto più l'anima ha attraversato vite ed esperienze tra me e te che l'hanno addolcita, inasprita, fatto imparare nuove cose e fatte dimenticare altre. Chissà quante e quali vite separano l'onesto dal prevaricatore, l'egoista dall'altruista, l'idiota dal genio.
Quindi comunque sia quando fai sesso ti masturbi, non c'è scampo.
[Sì lo so, non avrei dovuto dirlo ma non so rinunciare alla punchline]
Questa brillante metafisica di una sola anima è una cosa che ho già pensato anni fa, e che solo ora realizzo essermi stata suggerita da un libro, un libro che ha molte chiavi di lettura, e che stasera comprendo averne una di più.

Parcheggi Mar. 25th, 2011 @ 11:20 am
"Esce?"

e alle volte avresti voglia di rispondere:

"No, carico i bagagli in macchina per farli sentire a proprio agio un po' ovunque."
oppure
"Sì guardi, sto scaricando la spesa dal bagagliaio per riportarla al supermercato."

Il 12 marzo nella piazze a difesa della Costituzione... Mar. 9th, 2011 @ 02:26 pm
Ecco lo so, questo post sarà un vero e proprio 'fuoco alle polveri'.

Stiamo parlando della stessa costituzione? Quella che comincia già con un grave errore tecnico dicendo che una repubblica sarebbe fondata sul lavoro (cosa del tutto insensata) e che incentra tutta la vita politica del cittadino sui partiti, al di fuori dei quali siamo liberi di effettuare scelte solo con il referendum (ai quali gli italiani vanno a votare quello che dice il partito) e che ha una struttura formale 'lunga e rigida', carattere tipico dei regimi, anziché 'breve e flessibile' come le normali democrazie? Quella costituzione?
Quella che dice "Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.
I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi." (alla faccia della parità di rapporti con tutte le confessioni- meno male che ci è stata messa una pezza in seguito)
Quella che dice "Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume"
Quella che dice "Il servizio militare è obbligatorio nei limiti e modi stabiliti dalla legge. Il suo adempimento non pregiudica la posizione di lavoro del cittadino" (e cioé, come? dicendogli che va tutto bene?)
Quella che dice "Senza autorizzazione della Camera alla quale appartiene, nessun membro del Parlamento può essere sottoposto a procedimento penale;"
Quella che si rende il più possibile difficile da modificare, e poi si auto-deroga per le regioni a statuto speciale? (Non è neppure valida in tutto il Paese!!!)
Quella che pone un numero spropositato di deputati? (confrontiamo con qualsiasi altro Paese)
Quella che crede di risolvere problemi gravi con sempliciotte dichiarazioni di bontà?
Quella stessa carta costituzionale volete difendere?
E perché?

No, ascoltate, se volte fare una manifestazione "Perché la costituzione non sia modificata da un losco puttaniere tenuto politicamente in scacco da pittoreschi secessionisti che non dovrebbero neppure essere presi sul serio", sono d'accordo. Se volete manifestare in difesa dei 'Valori', potrei essere d'accordo (ma dobbiamo chiarire di che valori parliamo).
Ma se volete difendere una carta costituzionale che è un grande contributo ai problemi della nostra nazione, non posso fare altro che cercare di farvi capire quanto siete sulla strada sbagliata. E di dissuadervi dal dire che è 'ancora buona' perché buona non lo è mai stata, e la nostra storia politica lo dimostra.
E non osate adoprare l'argomento capzioso 'è buona se usata da uomini buoni' perché ragionando di uomini buoni funziona anche l'anarchia.

joe montagna--- Feb. 6th, 2011 @ 10:26 am


non per niente è il bassista dell'Alan Parsons Live Project.
Other entries
» a false paradox.
"If extraterrestrial aliens are common, why aren't they obvious?"

"What a stupid question: they could ask why aren't we obvious to them."
» Crescere, adattarsi, imparare.
Tollerare, anche. Sono belle parole, certo, ma cosa significano in definitiva? L'accettazione e la comprensione di cose che nell'infanzia, nell'immaturità, per alcuni nell'adolescenza e nella giovinezza, risultano inaccettabili, palesemente sbagliate, impossibili a sostenersi.
Poi arriva l'età dei compromessi. Età della ragione, qualcuno dice.
E allora si accetta che gli esseri umani siano imperfetti, le utopie impraticabili, le soluzioni mai 'pulite' e definitive, ma sempre mediate e parziali. Perché ci sono altre idee da prendere in carico, altre opinioni con cui confrontarsi, altre esigenze a cui rispondere.
E impariamo progressivamente ad accettare, fino ad usarle noi stessi, locuzioni e parole date per assunte. Ipotesi diventate senza ragione alcuna postulati. Già, perché non si può reinventare la ruota ogni volta, bisogna partire da più avanti dando per scontati dei passaggi, altrimenti non si arriva al punto finale. Solo che queste locuzioni, queste parole, questi concetti trasformati in assiomi e postulati, non tutti li abbiamo ben chiari, e anche tra coloro che li hanno chiari vi si attribuiscono significati diversi.
Ad esempio, ho appena letto per l'ennesima volta 'contenuti della politica'.
La politica non deve avere dei contenuti. Non è un mezzo di comunicazione o di persuasione. Non è un libro né un film. Chiedetelo ad un bambino, lo saprà. La politica deve fare le cose, e certo per farle e prima di farle bisogna discuterne, ma non è la discussione lo scopo, è sempre il fare.
Ma no, non voglio dirvi che è meglio una politica che fa senza discutere, ovvio che non va.
E quindi? Cosa voglio dire?
Esattamente quello che ho detto, senza implicazioni, senza voler tirare la morale finale, senza allinearmi a uno schieramento. In Italia c'è già troppo l'idea del partito chiesa, che ti dice cosa va bene e cosa non va bene anche se con l'ideologia non c'entra nulla, del partito squadra di calcio i cui sostenitori sono come una tifoseria e modificano le loro opinioni per giustificare 'gli atleti' [ad es. spiegatemi perché destra e sinistra dovrebbero avere allineamenti univoci sulla questione palestinese]. Io non tifo per nessuno. Come nel calcio. O nella religione.
» idiosincrasie: i clacson
L'uso del clacson dovrebbe richiedere un esame di guida a parte. Un bel bollino sulla patente 'abilitato all'uso del segnalatore acustico', senza il quale il clacson del veicolo dovrebbe essere disconnesso. Ovviamente alla prima infrazione nell'uso del clacson il bollino dovrebbe essere rimosso per almeno vent'anni. Così uno ci pensa due volte, prima di azionare lo sgradevole dispositivo a sproposito. Questa mattina, tre casi a favore più uno contro.
Caso uno: Il xxxxxone procede sulla corsia principale. Io procedo in bici in equilibrio sulla doppia striscia continua gialla che la separa dalla corsia dei mezzi pubblici, tanto per non infastidire né il pubblico né il privato. Egli passa a grande velocità e strombazza. Non intendo se il senso della cosa sia 'non ti allargare proprio adesso che sto passando io', 'occhio che passo, e sono un coglione molto rapido, quindi sta a te fare attenzione', oppure 'non dovresti essere qui, perché dal basso della mia ignoranza credo che le bici debbano andare sul marciapiede'. Tra l'altro, quando passa, lo vedo parlare al telefonino.
Caso due: Il xxxxone è in coda al semaforo, dietro di me, in motorino. Mi suona. Ritiene che avendo un motorino e io una bici, dovrei spostarmi per farlo passare. Diligentemente, mi sposto. Peccato che NON siamo i primi della fila, e davanti abbiamo due macchine affiancate strette tra le quali non passavo io in bici, figurati lui in motorino. Nondimeno fa la scena di provare a passare, suonando anche alle macchine benché esse non abbiano né lo spazio dove spostarsi, né una buona ragione per farlo. Ovviamente questo tentativo frutta due belle sgasate, e conseguenti fumi di scarico che mi arrivano dritti in faccia. Al verde, il xxxxxone scarta le macchine sulla destra, per poi tagliare loro la strada e svoltare a sinistra all'incrocio. Non so se si rende conto che non deve il fatto di averla passata liscia alla sua immensa ripresa e velocità, ma all'inchiodata che le macchine tirano per risparmiargli la vita.
Caso tre: Il coglione è semplicemente accostato con le quattro frecce in pieno divieto bloccando una delle tre corsie a disposizione, e suona alla coda delle macchine che non lo fa rientrare nella corsia centrale come vorrebbe. Notate bene che non avanza sulla corsia di cui dispone interamente, bloccando le macchine alle sue spalle che su quella corsia vorrebbero procedere. Notate bene che, a leggera aggravante, ha le quattro frecce attaccate, non la freccia per cambiare di corsia. Lo sorpasso allegramente sulla destra, felice che stavolta la cosa non mi tocchi.

E poi il caso quattro: Il vecchio in bicicletta, sprovvisto di clacson, urla alle macchine all'incrocio perché l'hanno costretto a frenare e non lo fanno passare. Ma le macchine hanno il verde...
» Fantasticare
Fantasticare sul futuro è una forma di speranza, se non di pianificazione.
Fantasticare sul passato invece è patologico. E inutile.
Nondimeno non riesco a smettere di pensarci.
» Heavy boots on a thin layer of ice.
And a life orbiting around. Too many things always come too late. Too many toys are broken, too many dreams are useless, too many smiles have gone too far, too many hands gone too far away.
Memories of secret dead languages spoken by a population of two.
Memories of years when life was hard but in the end of the day I could smile and say it was worth it.
Memories of the so many times I let go.
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